Siti multilingua e SEO: come impostare il tag hreflang?

Un errore nel tag hreflang può costare caro! Ecco come evitarlo

Quante volte capita che un sito multilingua mostri la versione sbagliata nei risultati di ricerca, ad esempio, l’inglese agli utenti italiani o l’italiano a chi cerca dall’estero, vanificando mesi di lavoro su traduzioni e localizzazione? 

Il problema, nella maggior parte dei casi, si chiama tag hreflang: un attributo HTML che dice ai motori di ricerca qual è la versione giusta di ogni pagina per ogni lingua e area geografica. Semplice in teoria, insidioso nella pratica.

In questa guida vediamo cos’è il tag hreflang, come si implementa correttamente e quali errori tecnici evitare per non vanificare il lavoro SEO già fatto sul tuo sito.

Cos’è il tag hreflang e perché conta nella SEO di un sito multilingua? 

Il tag hreflang è un attributo HTML introdotto da Google nel 2011 per aiutare i motori di ricerca a capire le relazioni tra versioni diverse di uno stesso contenuto, declinato per lingua e/o area geografica. 

In assenza di questo attributo, Google si trova davanti a pagine strutturalmente identiche, diverse soltanto nella lingua, e non ha modo di capire quale versione mostrare a chi cerca. Le conseguenze sono due:

  • Contenuto duplicato. Google potrebbe trattare le versioni come pagine duplicate e penalizzare il posizionamento.
  • Versione sbagliata in SERP. Un utente tedesco potrebbe ricevere la versione italiana nei risultati, con un tasso di rimbalzo elevato e una pessima esperienza utente.

In questa situazione il tag hreflang elimina l’ambiguità e permette a Google di mostrare la pagina giusta al pubblico giusto. 

Quando usare il tag hreflang? I casi d’uso

Non tutti i siti multilingua hanno bisogno del tag hreflang, e implementarlo dove non serve aggiunge complessità tecnica senza portare benefici concreti. Vale la pena, quindi, capire prima in quali situazioni  è davvero necessario.

In linea generale si rende indispensabile se:

  • Il sito ha contenuti tradotti o adattati in più lingue, su URL distinti, e l’obiettivo è che Google mostri la versione giusta a ciascun pubblico;
  • Esistono varianti regionali della stessa lingua: come l’italiano per l’Italia e per la Svizzera, o l’inglese per UK e USA  con differenze di prezzo, valuta, normativa o offerta;
  • Google indicizza o mostra la versione sbagliata della pagina in alcuni mercati, o che le versioni si cannibalizzano nei risultati di ricerca.

Al contrario, non è necessario se:

  • Il sito usa un unico URL con la lingua selezionata tramite cookie o localizzazione automatica: in quel caso Google non vede versioni separate da indicizzare, e l’hreflang non ha effetto;
  • Le versioni linguistiche sono già su domini distinti (es. sito.it e sito.de) con pochissimi contenuti condivisi: la separazione è già implicita nella struttura del dominio;
  • Il sito è monolingua e rivolto ad un solo mercato geografico: il tag hreflang non è necessario e aggiungerlo creerebbe rumore inutile.

3 metodi per implementare il tag hreflang

Una volta chiarito cos’è l’hreflang, il passo successivo è scegliere come implementarlo. Esistono tre metodi, e la scelta tra uno e l’altro dipende dalla struttura tecnica del sito: 

  1. Il tag <head> dell’HTML

Il metodo più comune e  per la maggior parte dei progetti, anche il più  diretto. Si inserisce un elemento <link> nell’ <head> di ogni pagina, uno per ogni versione linguistica disponibile, inclusa la pagina stessa.

Ad esempio, per una pagina disponibile in italiano e inglese, la scrittura giusta sarà:

  • <link rel=”alternate” hreflang=”it” href=”https://www.tuosito.com/it/pagina/” />
  • <link rel=”alternate” hreflang=”en” href=”https://www.tuosito.com/en/pagina/” />
  • <link rel=”alternate” hreflang=”x-default” href=”https://www.tuosito.com/pagina/” />

Ogni pagina deve contenere i tag per tutte le versioni alternative, inclusa se stessa. Se la pagina inglese non cita quella italiana, la reciprocità si spezza e il segnale perde validità per Google.

  1. L’HTTP Header

Questo metodo si usa per file non HTML, come i PDF, e prevede che l’annotazione venga  inserita direttamente nell’header della risposta HTTP del server. Richiede accesso alla configurazione del server ed è raramente necessario nelle implementazioni standard.

  1. La sitemap XML

Quando il sito ha centinaia o migliaia di URL, modificare l’<head>  di ogni singola pagina può risultare difficile. In questi casi, aggiungere le annotazioni hreflang direttamente nella sitemap XML è la scelta più gestibile. 

Esempio di entry nella sitemap:

<url>

  <loc>https://www.tuosito.com/it/pagina/</loc>

  <xhtml:link rel=”alternate” hreflang=”it” href=”https://www.tuosito.com/it/pagina/”/>

  <xhtml:link rel=”alternate” hreflang=”en” href=”https://www.tuosito.com/en/pagina/”/>

  <xhtml:link rel=”alternate” hreflang=”x-default” href=”https://www.tuosito.com/pagina/”/>

</url>

La logica di fondo non cambia rispetto al metodo HTML: ogni URL deve dichiarare tutte le sue alternative, e ogni alternativa deve fare lo stesso: è il principio della bidirezionalità.

Lingua, nazione, o entrambe? Come si scrivono i codici hreflang

Il valore dell’attributo hreflang segue uno standard preciso. Si compone di:

  • Codice lingua (ISO 639-1): due lettere minuscole (es. it per italiano, en per inglese, de per tedesco, fr per francese).
  • Codice Paese opzionale (ISO 3166-1 Alpha-2): due lettere maiuscole, precedute da trattino (es. en-GB per inglese del Regno Unito, en-US per inglese degli Stati Uniti, pt-BR per portoghese del Brasile).

Per riassumere: 

SituazioneValore hreflangEsempio
Solo linguaISO 639-1 (2 lettere)it, en, fr, de
Lingua + nazioneISO 639-1 + ISO 3166-1it-IT, it-CH, en-US, en-GB
Fallback universalex-defaultPer tutti gli altri utenti

Tra i valori della tabella, x-default indica le pagine da mostrare agli utenti il cui browser non corrisponde a nessuna delle lingue o aree geografiche specificate. Di solito è la homepage generica o la versione in inglese. Non è obbligatorio, ma è una best practice consigliata da Google!

I tag hreflang con errori più comuni e come riconoscerli

Il tag hreflang è uno degli elementi SEO più soggetti a errori di implementazione. Anche un piccolo sbaglio nella sintassi o nella logica può rendere le annotazioni inefficaci o addirittura controproducenti.

Tra i problemi più frequenti: 

  1. Mancanza di reciprocità

Se la pagina italiana cita la versione inglese, anche la pagina inglese deve citare quella italiana. Quando questa bidirezionalità manca, Google ignora le annotazioni su entrambe le pagine: è l’errore più comune, e il più difficile da intercettare, perché tutto sembra corretto da una parte, ma l’altra non risponde.

Soluzione: assicurarsi che ogni pagina nella catena hreflang contenga i tag per tutte le altre versioni, inclusa se stessa.

  1. Codici lingua o Paese errati

Usare codici non standard è un errore frequente: accade spesso quando si usano nomi per esteso (italian invece di it) o codici a tre lettere (ita invece di it), oppure abbreviazioni regionali inventate come eu o latem.

Soluzione: usare sempre i codici ISO 639-1 a due lettere minuscole per la lingua e ISO 3166-1 Alpha-2 in maiuscolo per il Paese.

  1. URL non canonici

Se le pagine hanno già un tag canonical che punta a un URL diverso da quello usato nell’hreflang, si crea un conflitto. Google si trova davanti a segnali contraddittori e tende a ignorare l’hreflang.

Soluzione: assicurarsi che gli URL usati nei tag hreflang coincidano esattamente con quelli indicati nei tag canonical di ciascuna pagina. 

  1. Pagine non raggiungibili o in errore

Se uno degli URL citati nell’hreflang restituisce un errore 404, un redirect o un blocco, il tag diventa inutile. Google non può scansionare la pagina di destinazione e ignora l’annotazione.

Soluzione: verificare periodicamente che tutti gli URL nelle annotazioni hreflang siano accessibili e restituiscano un codice 200.

  1. Implementazione parziale

Aggiungere hreflang solo ad alcune pagine del sito, dimenticando le altre, genera incoerenza: Google riceve segnali incompleti e il beneficio si riduce sensibilmente.

Soluzione: implementare hreflang in modo sistematico su tutte le pagine che hanno versioni alternative. L’approccio via sitemap XML è spesso più gestibile per siti con molte pagine.

  1. Hreflang su URL con redirect

Puntare l’hreflang a un URL che poi reindirizza a un altro rende le annotazioni meno affidabili, perché Google preferisce lavorare con URL finali e non con catene di redirect nel mezzo.

Soluzione: usare sempre l’URL definitivo e canonico della pagina, non versioni intermedie che reindirizzano.

Sistemata la parte tecnica, il lavoro sul sito multilingua non può tuttavia considerarsi compleato. L’hreflang è la base, ma ciò che porta traffico qualificato da ogni mercato è una strategia editoriale costruita su misura per ogni lingua, che lavori anche sulla SEO semantica e non si limiti alla sola traduzione dei contenuti. 

Hai un sito multilingua che non performa come dovrebbe? 

Il tag hreflang è uno di quegli elementi SEO che molti rimandano perché sembra tecnico e complicato. In realtà, una volta compresa la logica di base – reciprocità, codici corretti, URL canonici – l’implementazione diventa gestibile, e i benefici sono concreti: contenuto duplicato azzerato, pagine che raggiungono il pubblico giusto, esperienza utente migliorata in ogni mercato.

Un sito multilingua senza hreflang è come un negozio con insegne in diverse lingue ma senza indicazioni su dove andare: confuso per il cliente, e per Google.

Se stai lavorando alla SEO internazionale del tuo sito o stai valutando di espandere la tua presenza digitale in nuovi mercati, MGvision è pronta ad affiancarti con la competenza tecnica SEO e strategica che serve. 

Glossario

  • Hreflang. Attributo HTML (o annotazione in sitemap XML) che indica ai motori di ricerca le versioni linguistiche e geografiche alternative di una pagina, permettendo a Google di mostrare quella giusta a ciascun utente.
  • Bidirezionalità hreflang. Principio tecnico per cui ogni pagina che dichiara un’alternativa linguistica deve anche essere dichiarata come alternativa da quella pagina. Se il collegamento reciproco manca, Google ignora l’intera annotazione. 
  • ISO 639-1 / ISO 3166-1. Standard internazionali per i codici lingua (es. it, en, fr) e nazione (es. IT, CH, US). Usati in combinazione nell’attributo hreflang per specificare varianti regionali. 
Blog

Le nostre guide


Vuoi discutere il tuo nuovo progetto?

Parlano di Noi


  • Il Sole 24 Ore
  • Financial Times
  • Millionaire
  • Ansa
  • Adnkronos
  • Milano Finanza
  • Engage.it
  • Affaritaliani.it
  • Notizie.it
  • Virgilio