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Il futuro dell’e-commerce è social: 5 tips per prepararsi al cambiamento

La sfida del social commerce: come trasformare i follower in clienti

Negli ultimi anni le abitudini dei consumatori sono cambiate: i social non sono più solo luoghi di intrattenimento o relazione, ma anche spazi in cui cercare ispirazione, valutare un brand e comprare. Per un brand, essere competitivi oggi significa presidiare il momento esatto in cui nasce il desiderio, non più solo quello in cui si finalizza l’ordine.

Immagina la scena: un utente scorre il feed di Instagram, si ferma sul video di un creator che mostra un prodotto e decide di acquistarlo. In passato, lo stesso utente avrebbe dovuto chiudere l’app, cercare il sito su Google e orientarsi tra le varie categorie. Oggi, grazie al social commerce, l’intero processo avviene in-app: un semplice tag sul prodotto conduce direttamente al check-out senza passaggi intermedi o distrazioni, all’interno della piattaforma. 

Siamo nell’era dello shopping integrato, in cui il contenuto non è più soltanto pubblicità, ma diventa esso stesso il negozio.

Perché puntare sul social commerce?

Le persone trascorrono sui social una parte consistente del loro tempo. E mentre navigano, non si limitano a guardare: interagiscono, salvano, chiedono informazioni, confrontano. Per i brand questo canale diventa strategico perché unisce tre elementi chiave: engagement (relazione e fiducia), personalizzazione (contenuti e offerte sempre più su misura) e un processo di acquisto semplificato, con meno frizioni e più conversioni.

Inoltre, il social commerce funziona perché intercetta un driver potente, la gratificazione immediata. Se un contenuto convince, l’utente può acquistare “subito”, senza cambiare contesto.

Social commerce vs e-commerce: quali sono le differenze tra i due

Per capire davvero il valore del social commerce, è utile metterlo a confronto con l’e-commerce tradizionale. Sebbene oggi i confini tra queste due realtà siano sempre più sfumati, il social commerce non è un sostituto dell’e-commerce tradizionale, bensì una sua evoluzione (o estensione) che risponde a logiche di acquisto completamente diverse.

La differenza principale tra i due risiede nel luogo e nel modo in cui il cliente finalizza l’ordine: 

  • e-commerce tradizionale: è una destinazione. il cliente cerca il tuo sito o clicca su un annuncio e atterra su una piattaforma dedicata; 
  • social commerce: è un’esperienza integrata. la vendita avviene direttamente dentro la piattaforma, senza mai uscire dall’app.

L’e-commerce resta il cuore della tua attività, dove hai controllo totale su brand experience, catalogo, UX, dati e funnel di conversione. Il social commerce, invece, integra vendita e social networking. Contenuti, creator, UGC, live/video brevi e interazioni diventano la leva che accelera l’acquisto (spesso più “impulsivo”, ma non per forza meno consapevole).

A questo proposito, ecco una tabella che mette i due sistemi a confronto:

AspettoE-commerce “classico”Social commerce
Dove avviene l’acquistoSito / piattaforma dedicataDentro l’app social (o con passaggio minimo)
Motore della conversioneRicerca, comparazione, UXContenuti, creator, social proof, immediatezza
Punti di forzaControllo, dati, brand experience, funnel completoScoperta, engagement, acquisto rapido, viralità
Per cosa è idealeStrategie strutturate, cataloghi ampi, retentionLanci, trend, prodotti visuali, acquisti “di impulso”
Approccio consigliatoSEO + CRO + advertisingContent + creator + ads + shoppable posts

Spesso, non è necessario scegliere. Al contrario, quasi sempre la combinazione migliore è integrare i due mondi, usando i social per far conoscere e convertire, e l’e-commerce per fidelizzare e aumentare il valore del cliente nel tempo.

Quali sono le migliori piattaforme di social commerce?

Chiarito che la strategia più efficace è integrare e-commerce e social commerce, il passo successivo è capire dove attivare questa presenza.

Partiamo dal presupposto che non sono tutte uguali e per scegliere quella giusta bisogna partire dal proprio target, dal tipo di prodotto e dal formato che più si adatta alla proposta.

Vediamole una per una, partendo da quelle oggi più utilizzate dai brand:

1.   Instagram. È la piattaforma più matura per il social commerce, gli account Business possono creare veri e propri negozi virtuali, usare tag prodotto nei post e nelle storie, sponsorizzare contenuti shoppable e gestire acquisti anche tramite messaggi diretti.

2.   Facebook. Gli account Facebook Business possono creare un Facebook Shop, una vetrina personalizzabile. Gli utenti, oltre a visualizzare i prodotti, hanno l’occasione di interagire con il brand anche tramite Messenger. Gli acquisti possono essere conclusi all’interno della piattaforma utilizzando Facebook Checkout, oppure all’esterno per mezzo di un link che reindirizza a un negozio online.

3.   TikTok. Popolare soprattutto tra i giovani, integra funzionalità di acquisto nelle clip video. Anche in questo caso, l’account TikTok Business permette alle aziende di aggiungere schede di acquisto al proprio profilo.

4.   Pinterest. È una piattaforma dove la maggior parte delle ricerche è non brandizzata, rappresenta quindi uno spazio virtuale dove gli utenti possono scoprire nuovi prodotti e le aziende possono incontrare potenziali clienti.

5 tips per sfruttare al meglio il social commerce

Ma come si passa dalla teoria alla pratica? Ecco 5 indicazioni operative per trasformare scroll e follower in vendite. 

  1. Scegli i canali social giusti (non tutti). Individua la piattaforma dove il tuo pubblico è più attivo. Se punti ad attirare l’attenzione di un’audience giovane, TikTok è spesso una scelta chiave. Instagram e Facebook possono funzionare meglio per community più adulte e per costruire fiducia nel tempo.
  2. Collabora con influencer e micro-influencer. L’influencer marketing funziona perché si basa sulla fiducia. Scegli creator coerenti con i valori del tuo brand e in grado di parlare al tuo target in modo autentico. In molti casi i micro-influencer offrono un ottimo rapporto costo/risultato: community più piccole, ma spesso più ingaggiate.
  3. Usa AI e chatbot per personalizzare (e non perdere vendite). Chatbot e messaggistica permettono di rispondere ai dubbi in tempo reale, guidare la scelta, ridurre l’abbandono del carrello e suggerire prodotti correlati in base agli interessi e alle interazioni dell’utente.
  4. Crea contenuti shoppable di qualità. Per portare l’utente a concludere un acquisto non basta “mettere un tag prodotto”, ma serve creare e condividere un contenuto che ne faccia capire subito valore, uso e beneficio. Punta su: video dimostrativi, prima/dopo (se pertinente), tutorial rapidi, UGC e recensioni, call to action chiare. Meno passaggi = meno frizioni = più conversioni.
  5. Monitora i dati e ottimizza per acquisire nuovi clienti. I social sono anche motori di scoperta. Se lavori su parole chiave, tag e struttura dei contenuti, puoi farti trovare da chi cerca prodotti simili. Poi i dati ti aiutano a capire cosa sta funzionando (e cosa no) e a migliorare campagne pubblicitarie, creatività e offerte.

Vuoi far crescere il tuo social commerce? Affidati a MGvision!

Applicare questi consigli in modo efficace non è sempre semplice, soprattutto quando canali, contenuti e dati devono lavorare in modo coordinato. 

Per rendere il tuo brand più competitivo nel social commerce serve una strategia mirata: contenuti, advertising, scelta delle piattaforme, funnel di conversione e misurazione devono lavorare insieme.

Se non sai da dove cominciare, puoi rivolgerti a MGvision.

Da vent’anni aiutiamo aziende e imprenditori a distinguersi sul mercato attraverso strategie integrate che combinano SEO, advertising online, contenuti per i social, siti web ed e-commerce. L’obiettivo è uno solo: costruire una presenza digitale solida che aumenti la visibilità, rafforzi il rapporto con i clienti e generi vendite nel tempo.

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Glossario

Social e-commerce (Social commerce)
Vendita di prodotti o servizi direttamente sulle piattaforme social, spesso con tag prodotto e acquisto integrato.

Shoppable content
Contenuti (post, reel, storie, video) che includono tag o link per acquistare subito i prodotti mostrati.

UGC (User Generated Content)
Contenuti creati dagli utenti (recensioni, video, foto) che aumentano fiducia e credibilità del brand.

Micro-influencer
Creator con community più piccole rispetto ai “big”, ma spesso con engagement più alto e maggiore autenticità percepita.

Social proof
Riprova sociale: commenti, recensioni e segnali di apprezzamento che influenzano le decisioni d’acquisto.

Churn / Abbandono
Perdita di clienti o interruzione della relazione con il brand (es. clienti che smettono di acquistare).

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