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La sfida del social commerce: come trasformare i follower in clienti
Negli ultimi anni le abitudini dei consumatori sono cambiate: i social non sono più solo luoghi di intrattenimento o relazione, ma anche spazi in cui cercare ispirazione, valutare un brand e comprare. Per un brand, essere competitivi oggi significa presidiare il momento esatto in cui nasce il desiderio, non più solo quello in cui si finalizza l’ordine.
Immagina la scena: un utente scorre il feed di Instagram, si ferma sul video di un creator che mostra un prodotto e decide di acquistarlo. In passato, lo stesso utente avrebbe dovuto chiudere l’app, cercare il sito su Google e orientarsi tra le varie categorie. Oggi, grazie al social commerce, l’intero processo avviene in-app: un semplice tag sul prodotto conduce direttamente al check-out senza passaggi intermedi o distrazioni, all’interno della piattaforma.
Siamo nell’era dello shopping integrato, in cui il contenuto non è più soltanto pubblicità, ma diventa esso stesso il negozio.
Perché puntare sul social commerce?
Le persone trascorrono sui social una parte consistente del loro tempo. E mentre navigano, non si limitano a guardare: interagiscono, salvano, chiedono informazioni, confrontano. Per i brand questo canale diventa strategico perché unisce tre elementi chiave: engagement (relazione e fiducia), personalizzazione (contenuti e offerte sempre più su misura) e un processo di acquisto semplificato, con meno frizioni e più conversioni.
Inoltre, il social commerce funziona perché intercetta un driver potente, la gratificazione immediata. Se un contenuto convince, l’utente può acquistare “subito”, senza cambiare contesto.
Social commerce vs e-commerce: quali sono le differenze tra i due
Per capire davvero il valore del social commerce, è utile metterlo a confronto con l’e-commerce tradizionale. Sebbene oggi i confini tra queste due realtà siano sempre più sfumati, il social commerce non è un sostituto dell’e-commerce tradizionale, bensì una sua evoluzione (o estensione) che risponde a logiche di acquisto completamente diverse.
La differenza principale tra i due risiede nel luogo e nel modo in cui il cliente finalizza l’ordine:
- e-commerce tradizionale: è una destinazione. il cliente cerca il tuo sito o clicca su un annuncio e atterra su una piattaforma dedicata;
- social commerce: è un’esperienza integrata. la vendita avviene direttamente dentro la piattaforma, senza mai uscire dall’app.
L’e-commerce resta il cuore della tua attività, dove hai controllo totale su brand experience, catalogo, UX, dati e funnel di conversione. Il social commerce, invece, integra vendita e social networking. Contenuti, creator, UGC, live/video brevi e interazioni diventano la leva che accelera l’acquisto (spesso più “impulsivo”, ma non per forza meno consapevole).
A questo proposito, ecco una tabella che mette i due sistemi a confronto:
| Aspetto | E-commerce “classico” | Social commerce |
| Dove avviene l’acquisto | Sito / piattaforma dedicata | Dentro l’app social (o con passaggio minimo) |
| Motore della conversione | Ricerca, comparazione, UX | Contenuti, creator, social proof, immediatezza |
| Punti di forza | Controllo, dati, brand experience, funnel completo | Scoperta, engagement, acquisto rapido, viralità |
| Per cosa è ideale | Strategie strutturate, cataloghi ampi, retention | Lanci, trend, prodotti visuali, acquisti “di impulso” |
| Approccio consigliato | SEO + CRO + advertising | Content + creator + ads + shoppable posts |
Spesso, non è necessario scegliere. Al contrario, quasi sempre la combinazione migliore è integrare i due mondi, usando i social per far conoscere e convertire, e l’e-commerce per fidelizzare e aumentare il valore del cliente nel tempo.
Quali sono le migliori piattaforme di social commerce?

Chiarito che la strategia più efficace è integrare e-commerce e social commerce, il passo successivo è capire dove attivare questa presenza.
Partiamo dal presupposto che non sono tutte uguali e per scegliere quella giusta bisogna partire dal proprio target, dal tipo di prodotto e dal formato che più si adatta alla proposta.
Vediamole una per una, partendo da quelle oggi più utilizzate dai brand:
1. Instagram. È la piattaforma più matura per il social commerce, gli account Business possono creare veri e propri negozi virtuali, usare tag prodotto nei post e nelle storie, sponsorizzare contenuti shoppable e gestire acquisti anche tramite messaggi diretti.
2. Facebook. Gli account Facebook Business possono creare un Facebook Shop, una vetrina personalizzabile. Gli utenti, oltre a visualizzare i prodotti, hanno l’occasione di interagire con il brand anche tramite Messenger. Gli acquisti possono essere conclusi all’interno della piattaforma utilizzando Facebook Checkout, oppure all’esterno per mezzo di un link che reindirizza a un negozio online.
3. TikTok. Popolare soprattutto tra i giovani, integra funzionalità di acquisto nelle clip video. Anche in questo caso, l’account TikTok Business permette alle aziende di aggiungere schede di acquisto al proprio profilo.
4. Pinterest. È una piattaforma dove la maggior parte delle ricerche è non brandizzata, rappresenta quindi uno spazio virtuale dove gli utenti possono scoprire nuovi prodotti e le aziende possono incontrare potenziali clienti.
5 tips per sfruttare al meglio il social commerce

Ma come si passa dalla teoria alla pratica? Ecco 5 indicazioni operative per trasformare scroll e follower in vendite.
- Scegli i canali social giusti (non tutti). Individua la piattaforma dove il tuo pubblico è più attivo. Se punti ad attirare l’attenzione di un’audience giovane, TikTok è spesso una scelta chiave. Instagram e Facebook possono funzionare meglio per community più adulte e per costruire fiducia nel tempo.
- Collabora con influencer e micro-influencer. L’influencer marketing funziona perché si basa sulla fiducia. Scegli creator coerenti con i valori del tuo brand e in grado di parlare al tuo target in modo autentico. In molti casi i micro-influencer offrono un ottimo rapporto costo/risultato: community più piccole, ma spesso più ingaggiate.
- Usa AI e chatbot per personalizzare (e non perdere vendite). Chatbot e messaggistica permettono di rispondere ai dubbi in tempo reale, guidare la scelta, ridurre l’abbandono del carrello e suggerire prodotti correlati in base agli interessi e alle interazioni dell’utente.
- Crea contenuti shoppable di qualità. Per portare l’utente a concludere un acquisto non basta “mettere un tag prodotto”, ma serve creare e condividere un contenuto che ne faccia capire subito valore, uso e beneficio. Punta su: video dimostrativi, prima/dopo (se pertinente), tutorial rapidi, UGC e recensioni, call to action chiare. Meno passaggi = meno frizioni = più conversioni.
- Monitora i dati e ottimizza per acquisire nuovi clienti. I social sono anche motori di scoperta. Se lavori su parole chiave, tag e struttura dei contenuti, puoi farti trovare da chi cerca prodotti simili. Poi i dati ti aiutano a capire cosa sta funzionando (e cosa no) e a migliorare campagne pubblicitarie, creatività e offerte.
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Applicare questi consigli in modo efficace non è sempre semplice, soprattutto quando canali, contenuti e dati devono lavorare in modo coordinato.
Per rendere il tuo brand più competitivo nel social commerce serve una strategia mirata: contenuti, advertising, scelta delle piattaforme, funnel di conversione e misurazione devono lavorare insieme.
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Glossario
Social e-commerce (Social commerce)
Vendita di prodotti o servizi direttamente sulle piattaforme social, spesso con tag prodotto e acquisto integrato.
Shoppable content
Contenuti (post, reel, storie, video) che includono tag o link per acquistare subito i prodotti mostrati.
UGC (User Generated Content)
Contenuti creati dagli utenti (recensioni, video, foto) che aumentano fiducia e credibilità del brand.
Micro-influencer
Creator con community più piccole rispetto ai “big”, ma spesso con engagement più alto e maggiore autenticità percepita.
Social proof
Riprova sociale: commenti, recensioni e segnali di apprezzamento che influenzano le decisioni d’acquisto.
Churn / Abbandono
Perdita di clienti o interruzione della relazione con il brand (es. clienti che smettono di acquistare).






